GUIDA ALL’ESPLORAZIONE

La tavola raffigura l’antica ghiacciaia che si trova a Bosco Albergati. Si tratta del luogo in cui, in passato, veniva raccolta la neve per conservare gli alimenti.

Per iniziare, con entrambe le mani, potete far scorrere le dita lungo i bordi della tavola; in questo modo, riconoscerete la forma rettangolare del pannello e le sue dimensioni totali.

Provate ad accarezzare liberamente la superficie della tavola, senza entrare nei dettagli. Le parti in rilievo corrispondono alle illustrazioni della ghiacciaia, dipinte con tinte realistiche; le superfici lisce, invece, rappresentano uno sfondo neutro, di colore bianco. Nella parte bassa della tavola, sulla sinistra, si trova la dicitura “ghiacciaia”, scritta in stampatello maiuscolo e in Braille.

Va premesso che la ghiacciaia di Bosco Albergati è un ambiente parzialmente ipogeo, cioè posto in buona parte sottoterra. Questa caratteristica è legata alla sua funzione: il terreno che la avvolge e la vegetazione che vi cresce garantiscono ombra e temperatura sempre fresca, anche nei mesi più caldi.

Nella parte superiore della tavola è raffigurata la sezione verticale della ghiacciaia; nella parte inferiore della tavola, è raffigurata la sezione orizzontale.

Potete partire dalla sezione verticale della ghiacciaia. Al centro dell’illustrazione si trova la ghiacciaia, riconoscibile per la forma a bulbo che si restringe nella parte più alta. Lungo i bordi della ghiacciaia, potrete percepire lo spessore e la curvatura delle pareti in muratura. Nel suo punto più alto, questo ambiente misura 7 metri. Restando all’interno della ghiacciaia, alla vostra sinistra potete sentire delle linee che suggeriscono la circolarità dell’ambiente; nella parte destra, invece, potete trovare una scala che conduce a un piccolo corridoio e, infine, all’uscita. Questo è l’unico punto d’accesso. Per il resto, la ghiacciaia è completamente coperta dal terreno, che al tatto sentirete ruvido e rigato. Questo grande cumulo di terreno crea una collinetta, su cui crescono degli alberi dalla chioma stretta e alta. Nel punto più alto e centrale della collinetta, potete notare un piccolo triangolo. Si tratta di una specie di comignolo della ghiacciaia, con funzione di finestra. Grazie a questa apertura, era possibile depositare la neve dall’alto, ma anche regolare ventilazione e temperatura interna.

A questo punto, potete passare alla parte inferiore della tavola: qui potete trovare la sezione orizzontale, una sorta di mappa degli ambienti già descritti. In posizione centrale, potrete percepire la pavimentazione della ghiacciaia, di forma circolare e con un diametro di circa 7 metri. Si tratta di una superficie formata da ciottoli e divisa in otto spicchi da file di mattonelle. Tra la parete circolare e il pavimento, al tatto potrete sentire una circonferenza liscia: si tratta del canale di scolo per l’acqua, che arrivava dalla neve sciolta. Nella parte destra del cerchio, riconoscerete delle lineette parallele che rappresentano la scala che porta al corridoio già osservato e infine all’uscita.

Per concludere, qualche informazione sulla funzione attuale di questo luogo. Oggi la ghiacciaia funziona come spazio espositivo e testimonianza storica, utile a comprendere il passato di Villa Albergati e del suo bosco. Grazie alle sue caratteristiche ambientali, però, la ghiacciaia continua a essere una risorsa per gli agricoltori del territorio. Tra l’autunno e l’inverno, ad esempio, qui vengono custoditi gli innesti per la vite e gli alberi da frutto, conservati a una temperatura bassa e costante prima di essere recuperati in primavera.

Tavola tattile e testo a cura di Studio Manforte
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