GUIDA ALL’ESPLORAZIONE

La tavola raffigura la mappa di Bosco Albergati. Si tratta di una rappresentazione semplificata, utile ad avere una visione d’insieme dell’area anche in passeggiata. Per un’esperienza più approfondita, si consiglia l’esplorazione del plastico di Bosco Albergati e la lettura del testo di guida.

Per iniziare, con entrambe le mani, potete far scorrere le dita lungo i bordi della tavola; in questo modo, riconoscerete la forma rettangolare del pannello e le sue dimensioni totali.

Provate ad accarezzare liberamente la superficie della tavola, senza entrare nei dettagli. Le parti in rilievo corrispondono alla mappa del bosco, dipinta con tinte realistiche; le superfici lisce, invece, rappresentano un’area neutra, di colore bianco. Nella parte bassa della tavola, sulla sinistra, si trova la dicitura “bosco albergati”, scritta in stampatello maiuscolo e in Braille.

Con entrambe le mani, provate a muovervi lungo il perimetro della figura. Potrete percepire una forma geometrica irregolare, allungata, e spigolosa.

Nella parte più bassa dell’illustrazione, potete riconoscere una linea diagonale, un po’ più spessa delle altre. Questa linea rappresenta Via Lavichielle, una strada posta sul lato nord di Bosco Albergati. A metà del tratto di strada raffigurato, in verticale, inizia il sentiero di accesso al bosco. Questo sentiero percorre il bosco in tutta la sua lunghezza e prende il nome di Cavedagnone. A destra e a sinistra del sentiero si sviluppa il parco nuovo, chiamato anche la Città degli Alberi.

A metà di questo sentiero si apre un piazzale, su cui si affacciano (a destra) Villa Albergati e (a sinistra) l’antica stalla. Non lontani, nascosti tra gli alberi si trovano: a sinistra un laghetto, a destra l’antico oratorio e, in basso, la ghiacciaia. Tutti questi elementi sono circondati da un querceto secolare, chiamato anche Bosco Storico. A differenza del parco nuovo, dove gli alberi sono tutti ben distanziati l’uno dall’altro, nel Bosco Storico le querce si sovrappongono creando quasi una chioma unica e indistinta.

La zona del Bosco Storico è a sua volta racchiusa in una circonferenza più grande che, nel progetto di Cesare Leonardi, segna il confine tra la Città degli Alberi e la Città degli Uomini, cioè l’area dedicata alle attività umane.

Proseguendo lungo il Cavedagnone, alla vostra sinistra troverete due elementi di nuova realizzazione: l’arena, formata da due spicchi in rilievo e il giardino delle farfalle, un percorso naturalistico dal profilo chiuso e sinuoso. A breve distanza incontrerete un canale irriguo, rappresentato con una linea sottile che incrocia il cammino.

Procedendo lungo il sentiero, vi trovate ormai nell’ultima parte del parco, dove incontrerete solo vegetazione, senza costruzioni umane. Al termine del Cavedagnone  si raggiunge una strada che prende il nome di Via Albergati perché, anticamente, da qui si accedeva alla Villa e alla tenuta nobiliare. Proprio da qui, se vorrete, potrete ricominciare il percorso di ritorno: sulla mappa o, meglio ancora, tra gli alberi di Bosco Albergati.

Buona passeggiata!

Tavola tattile e testo a cura di Studio Manforte
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